La sfida del cotone biologico

Al primo posto c’è l’India.

L’India è il primo produttore mondiale di cotone biologico, con oltre l’80% della superficiecoltivata, seguita da Siria e Turchia: questi tre paesi insieme rappresentano quasi il 95%della superficie coltivata a cotone biologico.

In generale, nel biennio 2009/10 sono stateprodotte a livello mondiale, secondo dati Textile Exchange, oltre 241.000 tonnellate dicotone biologico con un incremento produttivo rispetto al periodo precedente del 15%,corrispondente all’1,1% del quantitativo totale di cotone prodotto. Sono 27 i Paesi coinvoltia livello mondiale; i produttori, grandi e piccoli, sono 275.300 mentre la superficie coltivataa cotone biologico ammonta a 461.000 ettari.

Come si coltiva il cotone biologico?

Il metodo di coltivazione esclude qualsiasi utilizzo di mezzi chimici, non permettel’uso di fitofarmaci o pesticidi, il ricorso ad erbicidi o l’utilizzo di fertilizzanti chimici.Inoltre, il cotone bio è ovviamente no-Ogm (organismi geneticamente modificati); nondimentichiamo a questo proposito che il cotone è, dopo soia e mais, la coltura chemaggiormente è interessata dall’ingegneria genetica. Il suolo, per essere fertile, devericorrere alla corretta rotazione colturale, all’uso dei concimi organici, e occorre seguire con attenzione il periodo in cui la pianta di cotone ha maggior bisogno di nutrimento tramite analisi ripetute regolarmente nel tempo. Gli insetti dannosi o le malattie possono essere infatti controllate con una corretta rotazione delle colture, una maggior prevenzione attraverso il monitoraggio degli insetti e delle condizioni agroclimatiche che favorisconol’insorgere delle malattie e tramite il ricorso ai mezzi naturali per la difesa che il metodo biologico consente, come il rame, lo zolfo, i batteri e gli altri organismi che permettono il contrasto con le principali avversità. Le erbe infestanti vengono analogamentecontrollate con corrette lavorazioni del terreno, una rotazione delle colture che permetta il contenimento delle infestanti, interventi meccanici e fisici quali ad esempio il pirodiserbo (diserbo con il fuoco).

È salubre e valorizza i territorio di provenienza

Oltre ad essere salubre anche per chi lo indossa, la caratteristica del biologico e laprovenienza da determinate aree del Pianeta contribuiscono a valorizzare direttamentei territori di provenienza in una logica che avvicina consumatore e produttore spessodislocati a migliaia di chilometri di distanza.

Redatto da CCPB* per conto di Coop Italia.
*CCPB srl è un organismo di controllo e certificazione che deriva la propria attività ed esperienza dal Consorzio peril Controllo dei Prodotti Biologici Soc. Coop. fondato nel 1988. CCPB srl è riconosciuto dal Ministero delle PoliticheAgricole Alimentari e Forestali (MIPAAF)

La certificazione

Il cotone da agricoltura biologica, certificato Fairtrade, utilizzato per realizzare la collezione Katharine Hamnett per solidal, è stato prodotto da cooperative e associazioni di coltivatori indiani: Suminter India Organics. Pratibha.
Le camicie, realizzate con cotone da agricoltura biologica, sono state confezionate da Tuscany Kerala Garments di Madaplathuruth in India, nell’ambito di un progetto di solidarietà realizzato in collaborazione con i Centri Missionari della Toscana.